Registrati! | Login | Home
Categorie in Crescita
Ultimi Articoli   Programmi Gratis, Software Web 2.0, Ultimi Modelli Cellulari ed Offerte Franchising - Feed RSS 2.0

Sabato 20 Ottobre 2007

Il Modello Pay Per Click Non E’ Finito

coach @ 9:16  
Keywords:

Ne ho lette tante, ma sinceramente un distillato di superficialità come l’articolo di Steve Rubel "Five Reasons Why a Pay Per Click Recession Looms" era davvero tanto tempo che non lo leggevo.

 

L’articolo di Steve Rubel che teorizza la lenta recessione del modello PPC, elenca una serie di affermazioni talmente semplici e superficiali da essere passate come certezza dalla gran parte degli addetti ai lavori e da chi si limita a riprendere un articolo etichettato Rubel, USA o qualsiasi altra autorità presunta per sfornarlo come sicurezza assoluta per menti pronte a accettare, a non pensare, e a seguire la scia.

modello PPC

 

Il modello Pay Per Click non è alla frutta.

 

Iniziamo a demolire questo aborto di articolo.

 

I due errori principali commessi dal buon Steve sono:

 

- superficialità nella disamina del contesto

- superficialità nella previsione del contesto futuro

 

Ecco elencati i motivi di Rubel secondo il quale il modello Pay Per Click è in recessione:

 

1) Clutter

Il primo motivo secondo il quale il modello Pay Per Click è in recessione sarebbe l’affollamento delle pubblicità online in seguito alle query di ricerca.

Prima di tutto dovreste chiedervi non solo quale query, in quale periodo, in quale contesto di mercato ma soprattutto dove. Secondo il buon Steve non solo sembra esserci solo Google, ma anche da’ per scontato che l’interfaccia attuale di Google e quella futura siano identiche.

 

Il pay per click può esser fatto su qualsiasi sito e piattaforma online, con possibilità variegate di personalizzare un messaggio pubblicitario testuale, grafico, video ed audio, all’interno di interfacce in grado di valorizzare più o meno la rilevanza del messaggio.

 

Inoltre tornando a Google, Steve è sicuro che la collocazione dei messaggi Adwords all’interno dell’interfaccia testuale Google rimanga eternamente così. Beh, non solo l’interfaccia è in continuo cambiamento, ma anche la posizione dei messaggi e la loro personalizzazione varierà. L’obiettivo è sempre massimizzare il guadagno. Pensare che tutto rimarrà uguale con lo sviluppo continuo di nuove funzionalità di analisi semantica, spaziale e temporale e di nuovo interfacce per il filtraggio e la comprensione dei risultati non solo è da superficiali, ma è addirittura da incoscienti.

 

2) Declining Relevance of Traffic/Transition to Cost Per Action

 

Il buon Rubel dice che il traffico sta diventando irrilevante e che il search engine marketing si sta muovendo verso un modello CPA. Anche se fosse vero, e non lo è, che cavolo c’entra con il declino del modello pay per click? Steve Rubel parla di click irrilevanti come se avesse il misurino. Non solo è ridicolo, è dannoso. Secondo quali parametri misura il traffico da pay per click? Quando parla di conversione analizza la conversione in tempo reale, quella a lungo termine dovuta alla promozione del brand oppure entrambe?

 

Il traffico non è mai irrilevante, al massimo è inefficiente se viene veicolato su di un sito privo di identità, e senza una strategia di coinvolgimento adeguata dell’utente in grado di produrre conversioni a breve o a lungo termine.

 

Inoltre dire che il search engine marketing si sta muovendo verso un modello CPA è un’affermazione assurda. Provate a proporre a 100 publishers un modello di pagamento CPA. Vi basterà una mano per contare quelli che accetteranno entusiasti. Chiaramente dipende, ma promuovere l’idea secondo cui c’è sicuramente un passaggio del search marketing ad un modello CPA è estremamente superficiale.

 

Chi accetterebbe sicuramente sarebbe il cliente, ma il nostro lavoro è talmente complesso che prima di proporre una cosa del genere ad un cliente è necessaria un’analisi dettagliata del tempo da investire in relazione ai risultati da raggiungere.

 

3) Rising Costs

 

Secondo Rubel i costi si stanno alzando e questo spingerebbe molti inserzionisti a scegliere keyword di Long Tail ed ad abbandonare il Pay Per Click. Ancora una volta Steve è come se guardasse solo Google. Prima di tutto il costo di un numero preciso di accessi da pay per click è sempre comunque minore di un investimento in una strategia di marketing a lungo termine che contempli accessi da varie fonti di traffico compresi i risultati naturali. Rubel naturalmente da buon persuasore non esamina la differenza tra una scelta tattica ed una strategica, troppo complesso e poco persuasivo. Inoltre, una pianificazione in pay per click a costi inferiori è possibile. E’ necessario però investire tempo nel capire dove puoi farlo, che siano altri circuiti pubblicitari o altri siti.

 

Rubel è come se ragionasse con l’idea di portare accessi sempre e solo dal circuito adwords. Spesso mi capita di avere alcune stime direttamente da Google sulla possibilità di massimizzare il numero di accessi per alcuni clienti top (grandi investitori). Lo strumento che i consulenti Google utilizzano è una versione più evoluta dello strumento per la stima di traffico di Adwords.

 

Se io dovessi accettare ad occhi chiusi di investire l’intero budget di un cliente top saturando tutti gli accessi possibili dal circuto Adwords, non farei nè l’interesse del cliente, nè il mio e neanche quello di Google stesso, che non ha interesse ad ottenere il massimo guadagno a breve termine (almeno credo:)).

 

Naturalmente scegliere la via della diversificazione è molto più complesso da progettare e da gestire. Ed è qui che casca l’asino. Il modello pay per click è più facile da gestire rispetto ad una pianificazione più complessa ed articolata, non solo per chi non ha il budget per un’agenzia di search marketing in grado di pianificare una serie di azioni diversificate, ma per le agenzie di search marketing stesse che con il modello pay per click limitano i parametri da analizzare per il raggiungimento di un risultato. E’ questo uno dei motivi per cui l’analisi di Rubel è sballata. La componente umana nel suo articolo non esiste.

 

4) Marketers Spread the Ball Around

 

Qui si ricollega l’altra affermazione di Rubel secondo cui ci sono talmente tante opportunità di fare search marketing che sicuramente toglieranno mercato al Pay per Click. E’ come se dicessi ci sono talmente tanti sport in Italia che sicuramente il Calcio è destinato a perdere costantemente fette di audience.

 

E’ naturale che come search marketer ho a disposizione innumerevoli modi per portare accessi profilati ad un sito in vista di una conversione, ma come faccio a dire a priori che non sceglierò un modello Pay Per Click su qualsiasi piattaforma o sito? Rubel è come se vivesse nel mondo ideale dei budget infiniti, quello in cui i clienti sono sempre contenti e le tempistiche ed i team progettuali sono gestiti telepaticamente.

 

5) Search Ads Are Viewed as Untrustworthy

 

Ecco un’altra perla del Rubel. Dal momento che le pubblicità sui motori di ricerca sono considerate poco degne di fiducia, ne deriva che il modello pay per click è in caduta libera. E’ come se dicessi che dal momento che vivo al sesto piano, ne deriva che ho meno probabilità di scendere per strada del mio amico che vive al secondo. Rubel cita uno studio sulla credibilità dei consumatori nei confronti di un messaggio pubblicitario, tra cui quello sui motori per affermare una recessione del modello pay per click. E’ chiaro anche al mio pesce rosso che chi è online non è che sceglie tra uno spot alla TV, una pubblicità sui giornali o uno spot alla radio; è online e se clicca su di una pubblicità significa che almeno un minimo è interessato e manco lo sà che si basa su di un modello PPC. Ed inoltre quello che vale oggi vale anche domani?

 

Riassumendo, penso che l’articolo di Steve Rubel sia il classico esempio di persuasione per allocchi, dove generalizzazioni e presupposti sono alla base di tutti i ragionamenti. Se sarà una profezia che si autoavvera perchè ha convinto chi dovrà decidere dove investire il proprio budget, questo si vedrà. Per me rimane spazzatura.

Sabato 13 Ottobre 2007

Pay Per Action Google: Tra Brand Strategy E Programma Di Affiliazione: Opportunità E Dubbi Per Advertisers Ed Editori

coach @ 8:15  

La pubblicità pay-per-action di Google è un modello di pubblicità online che consente agli inserzionisti di pagare agli editori solo le conversioni, cioè quelle azioni precise che un utente compie sul sito dell’inserzionista, come ad esempio l’acquisto di un pacchetto vacanze oppure una richiesta di informazioni.

pay per action google
Gli annunci che crei nella tua campagna adwords vengono visualizzati, una volta scelti, nei siti dei publisher della rete dei contenuti di Google. Prima di far partire la campagna pay per action di Google, devi inserire il codice di monitoraggio delle conversioni all’interno delle tue pagina di conferma di un’azione, verificarlo nella pagina Monitoraggio del tuo account adwords, e indicare quelle azioni, che una volte compiute dal navigatore, comportano il pagamento del publisher.

annunci pay per action

Puoi creare un annuncio di testo, un annuncio con link testuale oppure un annuncio illustrato, e perciò hai ampio spazio per la creatività. Una cosa fondamentale da sapere in qualità di consulente di keyword advertising, è che questi annunci non sono in concorrenza con gli annunci contestuali o con quelli targeting per sito, e perciò, se scelti, verranno visualizzati in altri insiemi di annunci all’interno dei siti publisher.

In qualità di editore, puoi trovare questi annunci da integrare nel tuo sito, nelle impostazioni adsense, sezione Referral.

referral adsense

Hai a disposizione categorie e sotto-categorie di prodotti, che vanno da computer ed elettronica, a foto e video, fino a viaggi.

La ricerca del prodotto giusto per il tuo sito può essere fatta tramite queste categorie oppure da un box di ricerca. Una volta selezionato il prodotto, puoi vedere gli insiemi di annunci da inserire, il rendimento del prodotto nella rete, ed i valori dei referral.

Le mie considerazioni

Il programma Pay Per Action in prospettiva è un programma di affiliazione potentissimo che condurrà sempre più inserzionisti a provarlo, perchè, a differenza dei programmi di affiliazione più famosi, non ha nè costi di implementazione, nè di gestione e per una tipica azienda italiana che è spinta a massimizzare il ROI del budget investito, questo programma è un manna dal cielo.

In qualità di pubblicitario online trovo questo strumento Adwords un’alternativa alla rete dei contenuti che spesso, per chi ha progettato una brand strategy, appare poco performante. Il mio consiglio è di utilizzarlo con un programma ottimo di Web analytics a supporto. Perchè?

Perchè inserendo il tuo id-link di monitoraggio nell’annuncio, sei in grado di conoscere tutti i siti affiliati che usano il tuo annuncio e di sapere le performance di ciascuno in termini di accessi e conversioni (Questi dati Google non te li dà). Io utilizzo ConversionLab, uno strumento a cui devo davvero molto (Grazie Alessio!, Grazie Nicola!).

Avere tutti questi dati a disposizione, una rete di inserzionisti immensa e nessun costo di gestione farebbe pensare di abbandonare tutti gli altri circuiti di affiliazione.

Purtroppo, attualmente, non è tutto oro quello che luccica. Il programma è in beta e ho notato nel mio caso alcuni problemi che hanno rallentato la distribuzione degli annunci nella rete degli inserzionisti, cosa piuttosto noiosa che non sono ancora riuscito a risolvere totalmente anche se devo ringraziare il supporto Google che ce la sta mettendo davvero tutta.

Da lato publisher, ho avuto pochi riscontri, ma attualmente poco positivi, perchè il programma non è comunicato da Dio, e molti publisher hanno paura di guadagnare da Adsense molto meno (cosa non vera perchè questo insieme di annunci si aggiunge agli altri, non li sostituisce), soprattutto dopo aver visto in molti casi un calo dei guadagni negli ultimi mesi.

Google, da quel punto di vista, dovrebbe iniziare a comunicare meglio e a rasserenare gli animi di chi lo ha portato al successo che ha ora. Ogni tanto ci vorrebbe un pò di gratitudine in più e un pò di banning in meno, perchè la colpa degli imbecilli che cliccano sui propri annunci non può essere fatta ricadere sulla maggioranza che crede nel proprio progetto editoriale.

Riassumendo, dal punto di vista dell’inserzionista, il programma Pay Per Action di Google rappresenta un’opportunità fantastica per fare brand, e a lungo termine conversioni. Dal punto di vista del publisher, il programma è una nuova opportunità che vi consiglio di sperimentare con giudizio in alcune sezioni del vostro sito.

Ad entrambi consiglio caldamente di leggere un articolo di Fabrizio Ventre su SEO Topic. Fabrizio oltre ad essere un SEO con i controcazzi, è un editor con le palle quadrate.

Per maggiori informazioni:

http://adwords.google.com/support/bin/answer.py?hl=it&answer=68140

Lunedì 8 Ottobre 2007

Pubblicità Video Online: Come Analizzare Una Campagna Di Video Advertising?

coach @ 21:23  
Keywords: none

Siamo alla ricerca di dati, di indicatori di performance, e di strumenti di analisi per poi pianificare al meglio. Chi come me si trova a dover pianificare un investimento online di un’azienda, guarda al video advertising come ad opportunità affascinante e nello stesso tempo colma di interrogativi.

Secondo il report "Video Advertising Online, Spending and Audience", pubblicato il 1° luglio 2007 da eMarketer, entro il 2011 almeno un decimo degli investimenti in web advertising sarà nel video advertising.

 

Ne sono convinto, ma quando sono io a dover decidere se è il caso o no di far avverare questa ipotesi, le cose si complicano, e per fortuna, perchè quando le cose si fanno complicate nascono sempre nuove idee.

 

Prima di proporre degli strumenti di analisi e degli indicatori di performance voglio partire da alcuni presupposti di questo report, che, come ogni presupposto non deve mai esser dato per scontato.

report pubblicità online

Il report dopo aver proposto quelli che sono i trend chiave, mostra dei dati precisi su:

- Chi Guarda i video

- Cosa Guarda

- Quanto Guarda e

- Quanto Spesso Guarda (il mercato è quello americano)

Quello che mi salta subito in mente è una domanda. Siamo davvero sicuri di poter ipotizzare dei target così precisi online? Forse stiamo applicando degli indicatori e degli strumenti offline ad un ambiente troppo diverso?

Il chi secondo me non è mai così visibile e per target io intendo sempre (almeno per ora) chi accede ad un sito online attraverso un campo semantico di parole chiave di riferimento, sia direttamente dai motori tradizionali od RSS che da altri siti. Più preciso è questo campo, più preciso è il target.

Posta questa premessa, come faccio ad analizzare una campagna di video advertising e quali sono gli indicatori di performance?

 

 

 

video advertising

Io utilizzo ConversionLab, uno strumento di Web Analytics che mi permette di tracciare ogni campagna che progetto. Basta creare la mia campagna, aggiungere un codice al video o a qualsiasi URL intendo tracciare, ed inserire quella che è la mia conversione.

In questo modo ho tutti i dati che mi interessano, gli accessi, il percorso di navigazione, le conversioni etc.

Ma una campagna di video advertising può essere analizzata con gli stessi termini di una pay per click? Secondo è riduttivo, dobbiamo verificare sia le performance a breve termine che quelle a lungo termine o almeno a medio termine.

Un elemento quindi che possiamo ipotizzare come indicatore di performance a medio-lungo termine è secondo me è l’incremento del:

- del numero di accessi al sito per il brand

- del numero di accessi diretti al sito

Una campagna video è in grado prima di tutto di valorizzare il brand. Monitoratelo prima e dopo ed avrete un primo (ma non unico) indicatore di performance. Nei prossimi articoli torneremo ancora su questi argomenti. Seguiteci.

 

 

 

 

Sabato 17 Settembre 2005

Marketing Online: Processo A Google Adwords

coach @ 17:42  
Keywords: none

Google Adwords è diventata ormai una parola magica.

Vuoi aumentare le vendite dei tuoi prodotti? Google Adwords.
Vuoi farti trovare online? Google Adwords.
Vuoi moltiplicare il tuo traffico? Google Adwords.
Vuoi una campagna pubblicitaria online altamente specifica e produttiva? Google Adwords.

Beh, sono d’accordo sulle reali potenzialità di Google Adwords e sui risultati effettivi che può ottenere una campagna professionale pay per click ben organizzata .
Affidarsi a professionisti che lavorano costantemente e con successo su questo campo come Andrea Cappello, Mauro Lupi o Marco Loguercio, aiuta un’azienda a raggiungere grandi risultati.

Tuttavia è importante vedere con chiarezza ciò che è davvero Google Adwords perchè non è detto che ognuno possa raggiungere quei risultati che solo i professionisti del settore sono in grado di raggiungere.

E’ meglio guardare Google Adwords con occhi critici e cercare di capire il contesto in cui agisce, perchè il contesto, ad esempio la pagina dei risultati di Google e il tipo ricercatore, colui che legge la pagina, sono due variabili importantissime che determinano in parte l’efficacia di una campagna di Keyword Advertising con Google Adwords.

Perciò in questo articolo voglio fare l’avvocato delle cause perse e sposare la causa di coloro che non credono nella validità del mezzo. Ripeto, sono convinto della validità di Google Adwords ma è meglio presentare le cose come realmente stanno e non come vorrei che fossero.
Perciò metterò sul banco degli imputati Google Adwords.
Ecco a voi il processo:

[Continua a leggere]

Sabato 13 Agosto 2005

Google Adwords: Gli Adwords Dei Professionisti Italiani Del Keyword Advertising

coach @ 21:38  
Keywords: none

Sono un imprenditore e ho deciso di investire i miei soldi nella pubblicità a pagamento sui motori di ricerca.

Ho scelto Google e desidero essere inserito tra i collegamenti sponsorizzati?

A chi affidarmi?

Uno dei modi per poter valutare le aziende che gestiscono campagne pay per click è verificare come tali aziende costruiscono i testi delle proprie campagne.

Come termine di riferimento per questa valutazione ( naturalmente parziale), ho scelto di analizzare i testi degli Adwords delle aziende che si occupano di search engine marketing che hanno investito sul termine “adwords”.

Ho analizzato queste campagne sulla base di due variabili:
1) il testo dell’Adwords, in particolare della description line ( Caratteristiche e Benefici Espressi)
2) La continuità comunicativa espressa nella campagna. Per continuità comunicativa intendo la continuità della campagna (in termini di parole usate e landing page) rispetto al termine digitato dal visitatore nel motore di ricerca.
In questo caso: adwords in Google Italia.

Vediamo come alcune tra le migliori aziende italiane impostano la propria campagna di keyword advertising.

[Continua a leggere]

Lunedì 8 Agosto 2005

Landing Page: Come Analizzare I Risultati E Il R.O.I.

coach @ 21:15  
Keywords: none

Pensi di essere un buon persuasive copywriter.
Hai costruito una landing page che reputi perfetta.
Ora hai bisogno di analizzare la tua conversion rate, hai bisogno di capire quale sia il reale ritorno di investimento della tua campagna promozionale.

Ma come fare?
Esistono dei software automatici in grado di farlo in maniera professionale?

Certamente.

[Continua a leggere]

Sabato 30 Luglio 2005

Google Adwords: GoogSpy e Keyword Advertising

coach @ 16:30  
Keywords: none

Per avviare campagne pay per click efficaci è necessario conoscere keyword e keyphrase utilizzate dai tuoi concorrenti.

GoogSpy è un servizio online che ti permette di monitorare le campagne SEM Adwords della concorrenza in un click.

Basta andare sulla home di GoogSpy ed effettuare una ricerca per company o per termine.

[Continua a leggere]

Venerdì 29 Luglio 2005

L’ Adwords Clickthrough Rate Validity Checker

coach @ 16:54  
Keywords: none

Il Google Adwords Clickthrough Rate Validity Checker è un servizio online gratuito by Verster che permette di verificare le performance della tua campagna SEM su Adwords.

Con questo servizio online può monitorare l’efficacia dei tuoi ad groups ed eliminare le campagne pay per click poco performanti secondo le statistiche.

Come utilizzarlo?

[Continua a leggere]

Giovedì 28 Luglio 2005

Adsense Adwords: Fraud Hunter, Click Fraud Detection Professionale

coach @ 19:09  
Keywords: none

Monitorare i Click Fraud Adsense diventa ancora più professionale.
Fraud Hunter è un servizio che analizza le campagne Pay Per Click alla ricerca dei click fraudolenti effettuati sui risultati a pagamento.

Il suo algoritmo traccia ogni passo effettuato dal visitatore, dalla query sul motore di ricerca al provider ppc che ha generato il click.

Utilizzando contemporaneamente più chiavi interpretative Fraud Hunter analizza ogni click e determina quale sia fraudolento.

Fraud Hunter non è solo analizzatore ma un vero e proprio Pay Per Click Management.
Infatti…

[Continua a leggere]

Lunedì 4 Luglio 2005

La Segretissima Google Spam Recognition Guide è Qui!

coach @ 23:18  
Keywords: none

Grazie a Henk van Ess di Search Bistro ecco a voi l’ultima e segretissima perla SEO che tutti i professionisti del search engine optimization ed i Search engine copywriter di tutto il mondo aspettavano con ansia: la Google Spam Recognition Guide, un documento che risale a qualche mese fà che spiega i meccanismi con i quali Google determina se un sito o un blog utilizzano tecniche manipolative di spam.


Ecco i punti salienti riassunti per voi.

[Continua a leggere]