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Programmi Gratis, Software Web 2.0, Ultimi Modelli Cellulari ed Offerte Franchising - Feed RSS 2.0

Domenica 1 Giugno 2008

√ Guadagnare Facile Con I Feed RSS: Ora Con FeedBurner Hai Un Guadagno Extra Con Adsense

19:39  
Keywords:

Vuoi guadagnare facile con i feed RSS?

Allora utilizza Feedburner che ti permette dal mese di giugno 2008 di guadagnare con Adsense inserendo le pubblicità contestuali di Google negli RSS.

guadagnare facile

Grazie alla distruzione online dei tuoi feed, con Feedburner potrai avere un guadagno extra dalla redazione dei contenuti sul tuo sito e blog.

Gli annunci Adsense verranno aggiunti a quelli del circuito classico in modo integrato e produttivo.

Il fatturato non sarà stellare poichè come bene sapete i click sui feed RSS sono rari, ma sicuramente alla fine dell’anno sarà una microentrata da non sottovalutare e da aggiungere a quelle abituali.

Ottima notizia per i publisher.

Sito Web: http://www.feedburner.com/fb/a/home.

Giovedì 1 Maggio 2008

√ Traduttori Online Gratis: Con Translate.net Hai Un Programma Per Traduzioni Multilingue Gratis Via Internet

18:35  
Archiviato in: eDentity News
Keywords:

Vuoi tradurre online gratis i tuoi documenti o alcune frasi e parole al volo?

Translate.net è il servizio che fa per te e che offre la traduzione simultanea multilingue di tutto ciò che hai scritto.

programma per tradurre gratis via internet

Questo tool per imparare le lingue gratis, è un’applicazione che si connette ad Internet ad una decina di servizi di traduzione come ad esempio Google Translate per eseguire il suo lavoro.

E’ un client open source con dizionari monolingue e multilingue che può mostrarti le pubblicità contestuali una volta conclusa la traduzione.

Il servizio non raccoglie nessun dato personale durante la navigazione.

Sito Web: http://translateclient.googlepages.com/index.en.html.

Venerdì 8 Febbraio 2008

Dating Online: Incontri Gratis Di Speed Dating Organizzati Da Te - Fare Soldi Con Community Di Webcam

1:35  
Archiviato in: eDentity News
Keywords:

Trasmettere contenuti interessanti in diretta può creare quella popolarità in grado di trasformarsi con il tempo in un business.

Questo è quello che avranno pensato i creatori di Woome, un sito di speed dating online gratis che permette ad un iscritto di organizzare incontri online di un minuto con un massimo di 5 persone.

dating online

 

 

D’altra parte, che cosa c’è di più interessante di te stesso e meno impegnativo di un minuto di conversazione con una ragazza o un ragazzo che trasmette da una webcam dalla parte opposta del mondo?

Woome si finanzia grazie a pubblicità contestuali e display advertising che ti accompagnano durante il tuo incontro in rete.

Sei tu ad organizzare l’incontro ed hai a disposizione numerosi tool per la collaborazione online più SMS e promemoria.

Puoi chattare ed usufruire dei privilegi di un incontro in cam in video chat con una persona vicino a te selezionata attraverso criteri geografici.

Se ami incontrare nuove persone, iscriviti anche al famosissimo Friend Scout 24.

Martedì 4 Dicembre 2007

Link Baiting Via Contest: Cosa E’ Importante Fare

23:51  
Keywords:

"L’avidità, non trovo una parola migliore, è valida, l’avidità è giusta, l’avidità funziona, l’avidità chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo".

Per ottenere un link ad un tuo contenuto devi saper instillare avidità nel tuo lettore, avidità di conoscere attraverso un contenuto di qualità ed avidità di condividere con un contenuto semplice da distribuire.

link baiting
Invece di vomitare l’anima ed essere l’ardente senso del rifiuto di Jack, vi voglio spiegare quali sono, secondo me, gli elementi fondamentali per un contest di successo.

Con successo indico non una casa piena di condimenti e niente cibo (una serie di link inutili), ma la torta e tutte le ciliegine, cioè visite profilate e conversioni.

 

1° elemento: Viralità

viralità

Se il virus non si diffonde, significa che è una semplice tosse.

Che cosa dovete fare? Proporre un incentivo interessante di cui parlare, straparlare.

 

 

 

 

2° elemento: Identificate i vostri untori
viral marketing

Per diffondere la peste delle visite profilate dovete sapervi rivolgere a lettori/blogger/Dorazina/Aldon profilati. Identificate il campo semantico di vostro interesse, la setta di untori il cui link è veramente utile. Sono questi appestati l’oggetto del contest, non altri.

 

 

3° elemento: L’infezione deve propagarsi in maniera rapida

marketing veloce

In un click. Più si avvicina a questo obiettivo, più il virus si diffonde facilmente e diventa letale. Facilitate la diffusione del contest. Con un copia ed incolla, l’untore deve poter appestare i vostri possibili lettori.

 

 

 

4° elemento: Sorprendete gli Untori

sorpresa

Il focolaio del virus si sta spegnendo?. Premiate gli untori a sorpresa. Il virus tornerà a splendere ancora più di prima.


 

4° elemento: La tecnica Herpes Zoster (Il 5° elemento è stato rapito)

zolfo inorganico

L’Herpes Zoster è il virus della varicella, un virus fantastico; una volta che il sistema immunitario si mobilita per distruggerlo, lui, attaccato dagli anticorpi, abbandona la pelle e si nasconde nelle cellule nervose. Un giorno, in futuro, potrebbe tornare con un nuovo nome: fuoco di Sant’Antonio.

Il virus del contest, come tutti i virus ha un ciclo vitale. Utilizzatelo non solo per i link ma soprattutto per le registrazioni, le iscrizioni ad un vostro servizio. In questo modo costruirete una base di utenti che da semplici varicelle diventeranno fuoco di Sant’Antonio, più di una volta, quando lo desiderate.

 

 

Conclusioni

Non posizionate, Prendete una posizione.

Un contest non riuscirà a posizionarvi per una chiave di ricerca. L’obiettivo che dovete porvi in un contest è quello di prendere una posizione, una posizione chiara nella testa dei vostri lettori, una posizione che faccia diffondere il virus il cui risultato deve essere "visite profilate a breve termine e conversioni a lungo termine".

Quando bussate con un contest, ricordatevi di chiedere il permesso per una conversione futura. Il toc toc crea attenzione, il permesso guadagno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Martedì 23 Ottobre 2007

SocialRank VS PageRank: Nasce Un Nuovo Modo Di Misurare La Popolarità In Tempo Reale Ed Una Nuova Frontiera Per I Newsmasters

8:37  
Keywords:

Sono stato uno dei primi veri newsmasters ed ho sempre espresso il mio odio più profondo verso strumenti obsoleti come il pagerank ed algoritmi che non sono in grado di valorizzare quello che è il reale valore di un contenuto nelle SERP.

Noi diamo per scontato che i primi risultati delle nostre ricerche su Google siano i migliori, ma questo non succede così spesso. Google è la manna dal cielo per chi vive di rendita e che è in grado di posizionare qualsiasi contenuto grazie alla sua link popularity ed alla sua conoscenza dettagliata delle regole del SEO.

pagerank morto

Mi obietterete, che c’è di male? Vi rispondo in un secondo, la vostra crescita personale. Io dico fanculo ad un motore che mi restituisce risultati vecchi di mesi, se non di anni, che mi obbliga a continuare la mia ricerca solo perchè è costruito in modo da premiare i vecchi senatori e a seppellire chi non è abbastanza nuovo anche se ha costruito un contenuto eccezionale.

Nonostante tutta la pubblicità, il potere che assumono, il lavoro che mi hanno dato, i motori di ricerca tradizionali sono obsoleti e dannosi per chiunque voglia davvero fare un piccolo passo in più rispetto alla consapevolezza e passare alla reale conoscenza, quella conoscenza che ti permette non solo di comprendere un contesto, ma anche di approfondirlo e di migliorarlo.

Per questo motivo è nata la figura del newsmaster, la persona in grado di raccogliere e distribuire le migliori ultime notizie, rispetto ad un campo semantico di parole chiave e ad una nicchia specifica.

Un grande newsmaster conosce già il contesto di una nicchia e presenta tutte quelle news che hanno la capacità di allargarlo, migliorarlo e se c’è bisogno, di distruggerlo.

Purtroppo però il valore dei pochi veri newsmaster viene sepolto dalle abitudini di ricerca su un medium che privilegia il posizionamento organico, differito nel tempo, che ha stabilito come scontato quello che scontato non è.

Tutti noi abbiamo dato credibilità semplicemente a ciò che utilizziamo.

Abbiamo pensato poi però di riprenderci un pò del nostro potere e di utilizzare la saggezza delle folle proponendo fonti e notizie su strumenti di social news. Ma davvero questi strumenti sono così utili ed affidabili?.

Fortunatamente è nato un grande servizio, qualcosa di davvero nuovo, in grado di integrare il contesto informativo di un motore di ricerca tradizionale e di superare i limiti di un sito di social news.

socialrank

Quello che vi presento è quello che ho sempre ricercato, uno strumento in grado di filtrare le ultime notizie di nicchia in maniera automatica, comprensibile con criteri precisi e misurabili.

SocialRank monitora in tempo reale milioni di storie ed articoli sul Web, analizza i link in entrata, i commenti, le reazioni, i collegamenti e attraverso un modello matematico riesce a catalogare le migliori 15 news al giorno per ogni nicchia.

Ogni nicchia viene proposta in un sito di riferimento, facile e rapido da consultare, con siti che si occupano di svariati argomenti, dal marketing online ai new media fino addirittura ai manga. Il sistema impara con il tempo e sarà giorno dopo giorno in grado di disseppellire grandi contenuti sepolti in blog poco seguiti.

marketing lens

I siti proposti sono stream di notizie fantastiche con RSS e Blog raccomandati del giorno, risorse che in mano a grandi newsmasters diventano perle di conoscenza dal valore inestimabile.

seo blog

I motori di ricerca tradizionali sono e rimarranno sempre strumenti da cui partire, ma servizi come SocialRank li incalzeranno giorno dopo giorno fino ad integrazione finale delle due interfacce, che aiuteranno sia l’utente medio che quello più interessato all’approfondimento.

Forse uno strumento del genere è già in via di sviluppo e forse lo stesso SocialRank deve migliorare nello scoprire contenuti da blog poco linkati e commentati, ma sicuramente siamo sulla strada giusta.

 

 

 

 

 

Sabato 20 Ottobre 2007

Il Modello Pay Per Click Non E’ Finito

9:16  
Keywords:

Ne ho lette tante, ma sinceramente un distillato di superficialità come l’articolo di Steve Rubel "Five Reasons Why a Pay Per Click Recession Looms" era davvero tanto tempo che non lo leggevo.

 

L’articolo di Steve Rubel che teorizza la lenta recessione del modello PPC, elenca una serie di affermazioni talmente semplici e superficiali da essere passate come certezza dalla gran parte degli addetti ai lavori e da chi si limita a riprendere un articolo etichettato Rubel, USA o qualsiasi altra autorità presunta per sfornarlo come sicurezza assoluta per menti pronte a accettare, a non pensare, e a seguire la scia.

modello PPC

 

Il modello Pay Per Click non è alla frutta.

 

Iniziamo a demolire questo aborto di articolo.

 

I due errori principali commessi dal buon Steve sono:

 

- superficialità nella disamina del contesto

- superficialità nella previsione del contesto futuro

 

Ecco elencati i motivi di Rubel secondo il quale il modello Pay Per Click è in recessione:

 

1) Clutter

Il primo motivo secondo il quale il modello Pay Per Click è in recessione sarebbe l’affollamento delle pubblicità online in seguito alle query di ricerca.

Prima di tutto dovreste chiedervi non solo quale query, in quale periodo, in quale contesto di mercato ma soprattutto dove. Secondo il buon Steve non solo sembra esserci solo Google, ma anche da’ per scontato che l’interfaccia attuale di Google e quella futura siano identiche.

 

Il pay per click può esser fatto su qualsiasi sito e piattaforma online, con possibilità variegate di personalizzare un messaggio pubblicitario testuale, grafico, video ed audio, all’interno di interfacce in grado di valorizzare più o meno la rilevanza del messaggio.

 

Inoltre tornando a Google, Steve è sicuro che la collocazione dei messaggi Adwords all’interno dell’interfaccia testuale Google rimanga eternamente così. Beh, non solo l’interfaccia è in continuo cambiamento, ma anche la posizione dei messaggi e la loro personalizzazione varierà. L’obiettivo è sempre massimizzare il guadagno. Pensare che tutto rimarrà uguale con lo sviluppo continuo di nuove funzionalità di analisi semantica, spaziale e temporale e di nuovo interfacce per il filtraggio e la comprensione dei risultati non solo è da superficiali, ma è addirittura da incoscienti.

 

2) Declining Relevance of Traffic/Transition to Cost Per Action

 

Il buon Rubel dice che il traffico sta diventando irrilevante e che il search engine marketing si sta muovendo verso un modello CPA. Anche se fosse vero, e non lo è, che cavolo c’entra con il declino del modello pay per click? Steve Rubel parla di click irrilevanti come se avesse il misurino. Non solo è ridicolo, è dannoso. Secondo quali parametri misura il traffico da pay per click? Quando parla di conversione analizza la conversione in tempo reale, quella a lungo termine dovuta alla promozione del brand oppure entrambe?

 

Il traffico non è mai irrilevante, al massimo è inefficiente se viene veicolato su di un sito privo di identità, e senza una strategia di coinvolgimento adeguata dell’utente in grado di produrre conversioni a breve o a lungo termine.

 

Inoltre dire che il search engine marketing si sta muovendo verso un modello CPA è un’affermazione assurda. Provate a proporre a 100 publishers un modello di pagamento CPA. Vi basterà una mano per contare quelli che accetteranno entusiasti. Chiaramente dipende, ma promuovere l’idea secondo cui c’è sicuramente un passaggio del search marketing ad un modello CPA è estremamente superficiale.

 

Chi accetterebbe sicuramente sarebbe il cliente, ma il nostro lavoro è talmente complesso che prima di proporre una cosa del genere ad un cliente è necessaria un’analisi dettagliata del tempo da investire in relazione ai risultati da raggiungere.

 

3) Rising Costs

 

Secondo Rubel i costi si stanno alzando e questo spingerebbe molti inserzionisti a scegliere keyword di Long Tail ed ad abbandonare il Pay Per Click. Ancora una volta Steve è come se guardasse solo Google. Prima di tutto il costo di un numero preciso di accessi da pay per click è sempre comunque minore di un investimento in una strategia di marketing a lungo termine che contempli accessi da varie fonti di traffico compresi i risultati naturali. Rubel naturalmente da buon persuasore non esamina la differenza tra una scelta tattica ed una strategica, troppo complesso e poco persuasivo. Inoltre, una pianificazione in pay per click a costi inferiori è possibile. E’ necessario però investire tempo nel capire dove puoi farlo, che siano altri circuiti pubblicitari o altri siti.

 

Rubel è come se ragionasse con l’idea di portare accessi sempre e solo dal circuito adwords. Spesso mi capita di avere alcune stime direttamente da Google sulla possibilità di massimizzare il numero di accessi per alcuni clienti top (grandi investitori). Lo strumento che i consulenti Google utilizzano è una versione più evoluta dello strumento per la stima di traffico di Adwords.

 

Se io dovessi accettare ad occhi chiusi di investire l’intero budget di un cliente top saturando tutti gli accessi possibili dal circuto Adwords, non farei nè l’interesse del cliente, nè il mio e neanche quello di Google stesso, che non ha interesse ad ottenere il massimo guadagno a breve termine (almeno credo:)).

 

Naturalmente scegliere la via della diversificazione è molto più complesso da progettare e da gestire. Ed è qui che casca l’asino. Il modello pay per click è più facile da gestire rispetto ad una pianificazione più complessa ed articolata, non solo per chi non ha il budget per un’agenzia di search marketing in grado di pianificare una serie di azioni diversificate, ma per le agenzie di search marketing stesse che con il modello pay per click limitano i parametri da analizzare per il raggiungimento di un risultato. E’ questo uno dei motivi per cui l’analisi di Rubel è sballata. La componente umana nel suo articolo non esiste.

 

4) Marketers Spread the Ball Around

 

Qui si ricollega l’altra affermazione di Rubel secondo cui ci sono talmente tante opportunità di fare search marketing che sicuramente toglieranno mercato al Pay per Click. E’ come se dicessi ci sono talmente tanti sport in Italia che sicuramente il Calcio è destinato a perdere costantemente fette di audience.

 

E’ naturale che come search marketer ho a disposizione innumerevoli modi per portare accessi profilati ad un sito in vista di una conversione, ma come faccio a dire a priori che non sceglierò un modello Pay Per Click su qualsiasi piattaforma o sito? Rubel è come se vivesse nel mondo ideale dei budget infiniti, quello in cui i clienti sono sempre contenti e le tempistiche ed i team progettuali sono gestiti telepaticamente.

 

5) Search Ads Are Viewed as Untrustworthy

 

Ecco un’altra perla del Rubel. Dal momento che le pubblicità sui motori di ricerca sono considerate poco degne di fiducia, ne deriva che il modello pay per click è in caduta libera. E’ come se dicessi che dal momento che vivo al sesto piano, ne deriva che ho meno probabilità di scendere per strada del mio amico che vive al secondo. Rubel cita uno studio sulla credibilità dei consumatori nei confronti di un messaggio pubblicitario, tra cui quello sui motori per affermare una recessione del modello pay per click. E’ chiaro anche al mio pesce rosso che chi è online non è che sceglie tra uno spot alla TV, una pubblicità sui giornali o uno spot alla radio; è online e se clicca su di una pubblicità significa che almeno un minimo è interessato e manco lo sà che si basa su di un modello PPC. Ed inoltre quello che vale oggi vale anche domani?

 

Riassumendo, penso che l’articolo di Steve Rubel sia il classico esempio di persuasione per allocchi, dove generalizzazioni e presupposti sono alla base di tutti i ragionamenti. Se sarà una profezia che si autoavvera perchè ha convinto chi dovrà decidere dove investire il proprio budget, questo si vedrà. Per me rimane spazzatura.

Mercoledì 17 Ottobre 2007

Geotagging E Marketing Online: Google Ed Il Marketing Turistico Sui Servizi Di Map Making E Photo Tagging

10:32  
Keywords:

Il Geotagging è la capacità di allegare informazioni geografiche a video, podcast, foto ed news ed è delle nuove frontiere del search marketing. Sto ristrutturando l’architettura dell’informazione di eDentitycoach ed ho deciso di dedicare un’intera categoria al rapporto tra marketing online e possibilità di geotaggare le informazioni.

In questo primo articolo introduttivo dedicato ai search marketer in generale e a chi pianifica in keyword advertising su Google, desidero presentare il contesto attuale e quelle che possono essere le mosse di Google in questo ambito e che influenzeranno il nostro modo di pianificare.

google earth

Partiamo da tre premesse:

1) Gli utenti di YouTube possono geotaggare i loro video

2) Gli utenti di Google Earth possono vedere sia i video geottaggati su YouTube che le foto geotaggate di Panoramio

3) Sono già stati sviluppati servizi in grado di creare forum su Google Earth

Google sta puntando molto sulla possibilità di geotaggare al massimo il contenuto dei suoi database video (YouTube e Google Video) e foto (Panoramio). Nel momento in cui proiettate queste iniziative in chiave di marketing turistico, appare evidente il proposito di Google di monetizzare questi servizi grazie al circuito adwords.

Non solo, a queste considerazioni vanno aggiunte alcune mosse di sviluppatori indipendenti che hanno prodotto GEBoards, un primo esempio di forum su Google Earth dove puoi interagire ad un thread proposto.

Quello che immagino nel giro di un paio anni non è solo la possibilità di pianificare campagne adwords su Google Earth, ma anche la possibilità di farmi un’idea del pacchetto vacanze da acquistare scaricandomi profili vacanze, contenenti video, foto, recensioni e post geottagati su forum e blog.

Questi profili vacanze si autoaggiorneranno con gli annunci adwords che pianifichi e con i contenuti geotaggati che sono stati generati in termini semantici, spaziali e temporali.

Sabato 13 Ottobre 2007

Pay Per Action Google: Tra Brand Strategy E Programma Di Affiliazione: Opportunità E Dubbi Per Advertisers Ed Editori

8:15  
Keywords:

La pubblicità pay-per-action di Google è un modello di pubblicità online che consente agli inserzionisti di pagare agli editori solo le conversioni, cioè quelle azioni precise che un utente compie sul sito dell’inserzionista, come ad esempio l’acquisto di un pacchetto vacanze oppure una richiesta di informazioni.

pay per action google
Gli annunci che crei nella tua campagna adwords vengono visualizzati, una volta scelti, nei siti dei publisher della rete dei contenuti di Google. Prima di far partire la campagna pay per action di Google, devi inserire il codice di monitoraggio delle conversioni all’interno delle tue pagina di conferma di un’azione, verificarlo nella pagina Monitoraggio del tuo account adwords, e indicare quelle azioni, che una volte compiute dal navigatore, comportano il pagamento del publisher.

annunci pay per action

Puoi creare un annuncio di testo, un annuncio con link testuale oppure un annuncio illustrato, e perciò hai ampio spazio per la creatività. Una cosa fondamentale da sapere in qualità di consulente di keyword advertising, è che questi annunci non sono in concorrenza con gli annunci contestuali o con quelli targeting per sito, e perciò, se scelti, verranno visualizzati in altri insiemi di annunci all’interno dei siti publisher.

In qualità di editore, puoi trovare questi annunci da integrare nel tuo sito, nelle impostazioni adsense, sezione Referral.

referral adsense

Hai a disposizione categorie e sotto-categorie di prodotti, che vanno da computer ed elettronica, a foto e video, fino a viaggi.

La ricerca del prodotto giusto per il tuo sito può essere fatta tramite queste categorie oppure da un box di ricerca. Una volta selezionato il prodotto, puoi vedere gli insiemi di annunci da inserire, il rendimento del prodotto nella rete, ed i valori dei referral.

Le mie considerazioni

Il programma Pay Per Action in prospettiva è un programma di affiliazione potentissimo che condurrà sempre più inserzionisti a provarlo, perchè, a differenza dei programmi di affiliazione più famosi, non ha nè costi di implementazione, nè di gestione e per una tipica azienda italiana che è spinta a massimizzare il ROI del budget investito, questo programma è un manna dal cielo.

In qualità di pubblicitario online trovo questo strumento Adwords un’alternativa alla rete dei contenuti che spesso, per chi ha progettato una brand strategy, appare poco performante. Il mio consiglio è di utilizzarlo con un programma ottimo di Web analytics a supporto. Perchè?

Perchè inserendo il tuo id-link di monitoraggio nell’annuncio, sei in grado di conoscere tutti i siti affiliati che usano il tuo annuncio e di sapere le performance di ciascuno in termini di accessi e conversioni (Questi dati Google non te li dà). Io utilizzo ConversionLab, uno strumento a cui devo davvero molto (Grazie Alessio!, Grazie Nicola!).

Avere tutti questi dati a disposizione, una rete di inserzionisti immensa e nessun costo di gestione farebbe pensare di abbandonare tutti gli altri circuiti di affiliazione.

Purtroppo, attualmente, non è tutto oro quello che luccica. Il programma è in beta e ho notato nel mio caso alcuni problemi che hanno rallentato la distribuzione degli annunci nella rete degli inserzionisti, cosa piuttosto noiosa che non sono ancora riuscito a risolvere totalmente anche se devo ringraziare il supporto Google che ce la sta mettendo davvero tutta.

Da lato publisher, ho avuto pochi riscontri, ma attualmente poco positivi, perchè il programma non è comunicato da Dio, e molti publisher hanno paura di guadagnare da Adsense molto meno (cosa non vera perchè questo insieme di annunci si aggiunge agli altri, non li sostituisce), soprattutto dopo aver visto in molti casi un calo dei guadagni negli ultimi mesi.

Google, da quel punto di vista, dovrebbe iniziare a comunicare meglio e a rasserenare gli animi di chi lo ha portato al successo che ha ora. Ogni tanto ci vorrebbe un pò di gratitudine in più e un pò di banning in meno, perchè la colpa degli imbecilli che cliccano sui propri annunci non può essere fatta ricadere sulla maggioranza che crede nel proprio progetto editoriale.

Riassumendo, dal punto di vista dell’inserzionista, il programma Pay Per Action di Google rappresenta un’opportunità fantastica per fare brand, e a lungo termine conversioni. Dal punto di vista del publisher, il programma è una nuova opportunità che vi consiglio di sperimentare con giudizio in alcune sezioni del vostro sito.

Ad entrambi consiglio caldamente di leggere un articolo di Fabrizio Ventre su SEO Topic. Fabrizio oltre ad essere un SEO con i controcazzi, è un editor con le palle quadrate.

Per maggiori informazioni:

http://adwords.google.com/support/bin/answer.py?hl=it&answer=68140

Martedì 8 Novembre 2005

Video Blogger E TV: La Lezione Bonolis

19:39  
Keywords:

Ok, ho un attimo di pausa per una considerazione sul rapporto tra TV e Video Blogging, (leggetela quando il video-blogging sarà abbastanza sviluppato, oppure no leggetela ora, male non vi fa).

Quello che mi ha fatto pensare è stata la cacciata di Paolo Bonolis dal 90°minuto targato Mediaset. Mi sono detto, questa è una lezione per i futuri videoblogger.

Voi vi chiederete ma che c’entra Bonolis con i video blogger?
Tuffatevi subito nella mia risposta.

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Mercoledì 2 Novembre 2005

Yahoo Google Te

15:11  
Keywords:

Aprite subito un’altra finestra , andate su Yahoo Search (http://it.search.yahoo.com/?fr=fp-tab-web-t-1/) e digitate “google”.

Ecco quello che vi apparirà:

Prova Yahoo! Search.. Se vi sembra una stupida ripicca nella guerra dei motori, datemi due minuti, leggete con calma e pensate a quello che state leggendo.

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