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martedì 5 febbraio 2008

Giochi Per Cellulare + Gioco Online + Community: La Strategia Di Marketing Di Moshi Monsters

Paghereste 6€ e 60 centesimi per far divertire il vostro bambino con un gioco per cellulare semplicissimo con cui si può divertire sia in classe che online?

 

Si? Allora i Moshi Monsters sono il gioco che fa per voi.

 

gioco cellulare

I Moshi Monsters sono pupazzetti giochi per cellulari, dei ciondoli che attaccati al telefono, si muovono e si illuminano una volta che ricevi un sms o una chiamata sul telefonino.

La strategia di marketing è davvero interessante: basso costo, possibilità di giocare in gruppo tra ragazzini chiamandosi e inviandosi messaggi sul cellulare + capacità di giocare online inserendo il Mods code che trovi sul pupazzetto sul sito di riferimento http://www.moshimonsters.com/home.

Inserito il codice potrai giocare online in community adottando il tuo mostro, crescendolo e nutrendolo.

Moshi Monsters è virale, semplice, fisico, virtuale e a basso costo.

martedì 4 dicembre 2007

Link Baiting Via Contest: Cosa E' Importante Fare

Inserito alle: 19:56:46  
Archiviato in: Progettazione del Marketing Online

"L’avidità, non trovo una parola migliore, è valida, l’avidità è giusta, l’avidità funziona, l’avidità chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo".

Per ottenere un link ad un tuo contenuto devi saper instillare avidità nel tuo lettore, avidità di conoscere attraverso un contenuto di qualità ed avidità di condividere con un contenuto semplice da distribuire.

link baiting
Invece di vomitare l’anima ed essere l’ardente senso del rifiuto di Jack, vi voglio spiegare quali sono, secondo me, gli elementi fondamentali per un contest di successo.

Con successo indico non una casa piena di condimenti e niente cibo (una serie di link inutili), ma la torta e tutte le ciliegine, cioè visite profilate e conversioni.

 

1° elemento: Viralità

viralità

Se il virus non si diffonde, significa che è una semplice tosse.

Che cosa dovete fare? Proporre un incentivo interessante di cui parlare, straparlare.

 

 

 

 

2° elemento: Identificate i vostri untori
viral marketing

Per diffondere la peste delle visite profilate dovete sapervi rivolgere a lettori/blogger/Dorazina/Aldon profilati. Identificate il campo semantico di vostro interesse, la setta di untori il cui link è veramente utile. Sono questi appestati l’oggetto del contest, non altri.

 

 

3° elemento: L’infezione deve propagarsi in maniera rapida

marketing veloce

In un click. Più si avvicina a questo obiettivo, più il virus si diffonde facilmente e diventa letale. Facilitate la diffusione del contest. Con un copia ed incolla, l’untore deve poter appestare i vostri possibili lettori.

 

 

 

4° elemento: Sorprendete gli Untori

sorpresa

Il focolaio del virus si sta spegnendo?. Premiate gli untori a sorpresa. Il virus tornerà a splendere ancora più di prima.


 

4° elemento: La tecnica Herpes Zoster (Il 5° elemento è stato rapito)

zolfo inorganico

L’Herpes Zoster è il virus della varicella, un virus fantastico; una volta che il sistema immunitario si mobilita per distruggerlo, lui, attaccato dagli anticorpi, abbandona la pelle e si nasconde nelle cellule nervose. Un giorno, in futuro, potrebbe tornare con un nuovo nome: fuoco di Sant’Antonio.

Il virus del contest, come tutti i virus ha un ciclo vitale. Utilizzatelo non solo per i link ma soprattutto per le registrazioni, le iscrizioni ad un vostro servizio. In questo modo costruirete una base di utenti che da semplici varicelle diventeranno fuoco di Sant’Antonio, più di una volta, quando lo desiderate.

 

 

Conclusioni

Non posizionate, Prendete una posizione.

Un contest non riuscirà a posizionarvi per una chiave di ricerca. L’obiettivo che dovete porvi in un contest è quello di prendere una posizione, una posizione chiara nella testa dei vostri lettori, una posizione che faccia diffondere il virus il cui risultato deve essere "visite profilate a breve termine e conversioni a lungo termine".

Quando bussate con un contest, ricordatevi di chiedere il permesso per una conversione futura. Il toc toc crea attenzione, il permesso guadagno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sabato 20 ottobre 2007

Il Modello Pay Per Click Non E' Finito

Inserito alle: 19:58:28  
Archiviato in: Progettazione del Marketing Online

Ne ho lette tante, ma sinceramente un distillato di superficialità come l’articolo di Steve Rubel "Five Reasons Why a Pay Per Click Recession Looms" era davvero tanto tempo che non lo leggevo.

 

L’articolo di Steve Rubel che teorizza la lenta recessione del modello PPC, elenca una serie di affermazioni talmente semplici e superficiali da essere passate come certezza dalla gran parte degli addetti ai lavori e da chi si limita a riprendere un articolo etichettato Rubel, USA o qualsiasi altra autorità presunta per sfornarlo come sicurezza assoluta per menti pronte a accettare, a non pensare, e a seguire la scia.

modello PPC

 

Il modello Pay Per Click non è alla frutta.

 

Iniziamo a demolire questo aborto di articolo.

 

I due errori principali commessi dal buon Steve sono:

 

- superficialità nella disamina del contesto

- superficialità nella previsione del contesto futuro

 

Ecco elencati i motivi di Rubel secondo il quale il modello Pay Per Click è in recessione:

 

1) Clutter

Il primo motivo secondo il quale il modello Pay Per Click è in recessione sarebbe l’affollamento delle pubblicità online in seguito alle query di ricerca.

Prima di tutto dovreste chiedervi non solo quale query, in quale periodo, in quale contesto di mercato ma soprattutto dove. Secondo il buon Steve non solo sembra esserci solo Google, ma anche da’ per scontato che l’interfaccia attuale di Google e quella futura siano identiche.

 

Il pay per click può esser fatto su qualsiasi sito e piattaforma online, con possibilità variegate di personalizzare un messaggio pubblicitario testuale, grafico, video ed audio, all’interno di interfacce in grado di valorizzare più o meno la rilevanza del messaggio.

 

Inoltre tornando a Google, Steve è sicuro che la collocazione dei messaggi Adwords all’interno dell’interfaccia testuale Google rimanga eternamente così. Beh, non solo l’interfaccia è in continuo cambiamento, ma anche la posizione dei messaggi e la loro personalizzazione varierà. L’obiettivo è sempre massimizzare il guadagno. Pensare che tutto rimarrà uguale con lo sviluppo continuo di nuove funzionalità di analisi semantica, spaziale e temporale e di nuovo interfacce per il filtraggio e la comprensione dei risultati non solo è da superficiali, ma è addirittura da incoscienti.

 

2) Declining Relevance of Traffic/Transition to Cost Per Action

 

Il buon Rubel dice che il traffico sta diventando irrilevante e che il search engine marketing si sta muovendo verso un modello CPA. Anche se fosse vero, e non lo è, che cavolo c’entra con il declino del modello pay per click? Steve Rubel parla di click irrilevanti come se avesse il misurino. Non solo è ridicolo, è dannoso. Secondo quali parametri misura il traffico da pay per click? Quando parla di conversione analizza la conversione in tempo reale, quella a lungo termine dovuta alla promozione del brand oppure entrambe?

 

Il traffico non è mai irrilevante, al massimo è inefficiente se viene veicolato su di un sito privo di identità, e senza una strategia di coinvolgimento adeguata dell’utente in grado di produrre conversioni a breve o a lungo termine.

 

Inoltre dire che il search engine marketing si sta muovendo verso un modello CPA è un’affermazione assurda. Provate a proporre a 100 publishers un modello di pagamento CPA. Vi basterà una mano per contare quelli che accetteranno entusiasti. Chiaramente dipende, ma promuovere l’idea secondo cui c’è sicuramente un passaggio del search marketing ad un modello CPA è estremamente superficiale.

 

Chi accetterebbe sicuramente sarebbe il cliente, ma il nostro lavoro è talmente complesso che prima di proporre una cosa del genere ad un cliente è necessaria un’analisi dettagliata del tempo da investire in relazione ai risultati da raggiungere.

 

3) Rising Costs

 

Secondo Rubel i costi si stanno alzando e questo spingerebbe molti inserzionisti a scegliere keyword di Long Tail ed ad abbandonare il Pay Per Click. Ancora una volta Steve è come se guardasse solo Google. Prima di tutto il costo di un numero preciso di accessi da pay per click è sempre comunque minore di un investimento in una strategia di marketing a lungo termine che contempli accessi da varie fonti di traffico compresi i risultati naturali. Rubel naturalmente da buon persuasore non esamina la differenza tra una scelta tattica ed una strategica, troppo complesso e poco persuasivo. Inoltre, una pianificazione in pay per click a costi inferiori è possibile. E’ necessario però investire tempo nel capire dove puoi farlo, che siano altri circuiti pubblicitari o altri siti.

 

Rubel è come se ragionasse con l’idea di portare accessi sempre e solo dal circuito adwords. Spesso mi capita di avere alcune stime direttamente da Google sulla possibilità di massimizzare il numero di accessi per alcuni clienti top (grandi investitori). Lo strumento che i consulenti Google utilizzano è una versione più evoluta dello strumento per la stima di traffico di Adwords.

 

Se io dovessi accettare ad occhi chiusi di investire l’intero budget di un cliente top saturando tutti gli accessi possibili dal circuto Adwords, non farei nè l’interesse del cliente, nè il mio e neanche quello di Google stesso, che non ha interesse ad ottenere il massimo guadagno a breve termine (almeno credo:)).

 

Naturalmente scegliere la via della diversificazione è molto più complesso da progettare e da gestire. Ed è qui che casca l’asino. Il modello pay per click è più facile da gestire rispetto ad una pianificazione più complessa ed articolata, non solo per chi non ha il budget per un’agenzia di search marketing in grado di pianificare una serie di azioni diversificate, ma per le agenzie di search marketing stesse che con il modello pay per click limitano i parametri da analizzare per il raggiungimento di un risultato. E’ questo uno dei motivi per cui l’analisi di Rubel è sballata. La componente umana nel suo articolo non esiste.

 

4) Marketers Spread the Ball Around

 

Qui si ricollega l’altra affermazione di Rubel secondo cui ci sono talmente tante opportunità di fare search marketing che sicuramente toglieranno mercato al Pay per Click. E’ come se dicessi ci sono talmente tanti sport in Italia che sicuramente il Calcio è destinato a perdere costantemente fette di audience.

 

E’ naturale che come search marketer ho a disposizione innumerevoli modi per portare accessi profilati ad un sito in vista di una conversione, ma come faccio a dire a priori che non sceglierò un modello Pay Per Click su qualsiasi piattaforma o sito? Rubel è come se vivesse nel mondo ideale dei budget infiniti, quello in cui i clienti sono sempre contenti e le tempistiche ed i team progettuali sono gestiti telepaticamente.

 

5) Search Ads Are Viewed as Untrustworthy

 

Ecco un’altra perla del Rubel. Dal momento che le pubblicità sui motori di ricerca sono considerate poco degne di fiducia, ne deriva che il modello pay per click è in caduta libera. E’ come se dicessi che dal momento che vivo al sesto piano, ne deriva che ho meno probabilità di scendere per strada del mio amico che vive al secondo. Rubel cita uno studio sulla credibilità dei consumatori nei confronti di un messaggio pubblicitario, tra cui quello sui motori per affermare una recessione del modello pay per click. E’ chiaro anche al mio pesce rosso che chi è online non è che sceglie tra uno spot alla TV, una pubblicità sui giornali o uno spot alla radio; è online e se clicca su di una pubblicità significa che almeno un minimo è interessato e manco lo sà che si basa su di un modello PPC. Ed inoltre quello che vale oggi vale anche domani?

 

Riassumendo, penso che l’articolo di Steve Rubel sia il classico esempio di persuasione per allocchi, dove generalizzazioni e presupposti sono alla base di tutti i ragionamenti. Se sarà una profezia che si autoavvera perchè ha convinto chi dovrà decidere dove investire il proprio budget, questo si vedrà. Per me rimane spazzatura.

mercoledì 17 ottobre 2007

Geotagging E Marketing Online: Google Ed Il Marketing Turistico Sui Servizi Di Map Making E Photo Tagging

Inserito alle: 19:58:59  
Archiviato in: Progettazione del Marketing Online

Il Geotagging è la capacità di allegare informazioni geografiche a video, podcast, foto ed news ed è delle nuove frontiere del search marketing. Sto ristrutturando l’architettura dell’informazione di eDentitycoach ed ho deciso di dedicare un’intera categoria al rapporto tra marketing online e possibilità di geotaggare le informazioni.

In questo primo articolo introduttivo dedicato ai search marketer in generale e a chi pianifica in keyword advertising su Google, desidero presentare il contesto attuale e quelle che possono essere le mosse di Google in questo ambito e che influenzeranno il nostro modo di pianificare.

google earth

Partiamo da tre premesse:

1) Gli utenti di YouTube possono geotaggare i loro video

2) Gli utenti di Google Earth possono vedere sia i video geottaggati su YouTube che le foto geotaggate di Panoramio

3) Sono già stati sviluppati servizi in grado di creare forum su Google Earth

Google sta puntando molto sulla possibilità di geotaggare al massimo il contenuto dei suoi database video (YouTube e Google Video) e foto (Panoramio). Nel momento in cui proiettate queste iniziative in chiave di marketing turistico, appare evidente il proposito di Google di monetizzare questi servizi grazie al circuito adwords.

Non solo, a queste considerazioni vanno aggiunte alcune mosse di sviluppatori indipendenti che hanno prodotto GEBoards, un primo esempio di forum su Google Earth dove puoi interagire ad un thread proposto.

Quello che immagino nel giro di un paio anni non è solo la possibilità di pianificare campagne adwords su Google Earth, ma anche la possibilità di farmi un’idea del pacchetto vacanze da acquistare scaricandomi profili vacanze, contenenti video, foto, recensioni e post geottagati su forum e blog.

Questi profili vacanze si autoaggiorneranno con gli annunci adwords che pianifichi e con i contenuti geotaggati che sono stati generati in termini semantici, spaziali e temporali.

venerdì 12 ottobre 2007

Mobile Marketing E Promozione Del Brand: Dati E Prospettive Per Il Mobile Advertising

Inserito alle: 20:01:24  
Archiviato in: Progettazione del Marketing Online

La telefonia mobile rappresenta una delle nuove frontiere del search marketing, e chi si troverà a pianificare gli investimenti di un’azienda non potrà fare a meno di considerare la possibilità di progettare una campagna di mobile advertising.

mobile advertising

Il mobile advertising comprende promozioni attraverso SMS, inserzionisti pubblicitarie attorno ad un contenuto video, mobile music, giochi sul telefonino, TV mobile, social networks mobile e mobile search.

L’obiettivo di un’azione di mobile advertising può essere la promozione di un brand, di un prodotto o di un servizio, oppure la generazione di transazioni che iniziano da un telefonino o dispositivo mobile, come ad esempio un link ad un negozio online.

Secondo MediaPost, "il 28% dei brand sta considerando di implementare una campagna SMS o MMS durante i prossimi 12 mesi, il doppio rispetto allo scorso anno".

Ecco alcuni altri dati che dovrebbero far riflettere qualsiasi search marketer:

- Il 58% degli intervistati nella ricerca MediaPost ha detto che investerà entro il 2012 il 50% del totale degli investimenti in campagne di mobile marketing

- Gli intervistati si aspettano che le campagne mobile potranno raggiungere fino ad un 10% di conversioni, che siano acquisti o richieste di prodotti omaggio o di informazioni.
adsense per cellulari

A questo si deve aggiungere l’altro lato della campagna, il fattore utente. Secondo la ricerca, il 46% degli intervistati vede il mobile marketing come un’azione troppo intrusiva.

Tutti dati su cui riflettere, a cui vanno aggiunti quelli del report di eMarketer intitolato Mobile Brand Advertising, secondo il quale il budget che sarà investito nel mobile brand advertising crescerà fino a 3.5 miliardi di dollari nel 2011.

Conclusioni

Quello che mi aspetto sarà il continuo sviluppo di strumenti di web analytics ancora più precisi che sappiano offrire risultati integrati in cui il mobile analytics sia solo uno degli aspetti da analizzare.

mercoledì 10 ottobre 2007

Video Advertising: Fare Brand Marketing Su YouTube Con I Brand Channel Personalizzabili

Inserito alle: 20:02:31  
Archiviato in: Progettazione del Marketing Online

Intrattenere, informare e migliorare il mondo con i video. Questa è la mission, un pò pretenziosa come ogni mission che si rispetti, di YouTube, la piattaforma di video sharing più utilizzata sul sistema solare :) .

Con 301.191.000 di page views in giugno solo in Italia ed un pubblico che comprende tutte le età e livelli di istruzione, YouTube rappresenta un mezzo davvero interessante per fare video advertising.

 

brand marketing

Uno dei nuovi mezzi che YouTube mette a disposizione alle aziende che desiderano costruire una community attorno al proprio brand, sono i "brand channel". A differenza degli "user channel", i canali che ognuno di noi può creare gratuitamente, i brand channel sono totalmente personalizzabili.

brand channel YouTube

Non dovrai più accettare i banner di terze parti, ma potrai, in qualità di azienda, creare uno spazio interattivo con un controllo completo dei contenuti, e della grafica del canale.

Il Brand Channel potrà contenere link esterni, e consentirà di aggiungere contenuto editoriale nel box del brand e banner che puntano al sito dell’inserzionista.

Per un’azienda decisa ad investire in se stessa ascoltando la propria community, il brand channel di YouTube può essere una scelta vincente.

Dobbiamo dire che il servizio non è gratuito e (al momento) necessita un investimento di €30000 minimo (ogni 3 mesi) di Display advertising su Youtube e il network Content, che veicolino traffico sul Branded Channel.

Naturalmente Google ti offrirà il massimo supporto nell’implementazione e gestione del canale.

La mia impressione è che questo servizio sia davvero valido, ma che dovremmo aspettare un pò prima che qualche grande azienda italiana decida di investire su questo tipo di video advertising.

 

 

 

 

domenica 7 ottobre 2007

Brand Reputation: Come Monitorare La Reputazione Online

Inserito alle: 20:04:41  
Archiviato in: Progettazione del Marketing Online

Che cos’è la Brand Reputation Online?

La mia risposta è: l’insieme di azioni di search marketing che garantiscono ad una marca l’efficacia dei suoi investimenti online.

 

Perchè monitorare la reputazione online di un’azienda?

La mia risposta è: per assicurare al campo semantico di parole chiave online espresso da una marca la capacità di garantire accessi profilati disposti ad una conversione.

Cosa significa?

Una marca online è sempre l’espressione di un compromesso, il compromesso tra i valori espressi dalla comunicazione istituzionale dell’azienda e i valori percepiti dal target consumatore.

Un’ottima analisi della brand reputation di una marca deve perciò pianificare una serie azioni di search marketing:

1) Ascolto attivo

- Monitoraggio delle chiavi di ricerca inerenti al business aziendale, che si possono esprimere in posizionamenti sui motori tradizionali e web 2.0 ed in conversazioni in ambienti online (blog, forum, siti di opinione)

- Aggiornamento costante delle fonti che influenzano la percezione del tuo brand

- Creazione di indicatori di influenza dei referrer sulla percezione del brand (accessi potenziali e reali dal sito, link popularity del sito, posizionamento del sito per le chiavi di business aziendale, etc)

2) Risposta per priorità

- Progettazione di azioni di tutela delle chiavi di ricerca inerenti al business aziendale (creazione di contenuti profilati, ristrutturazione dell’architettura dell’informazione e dell’usabilità del sito, creazione di campagne di key adv, creazione di legami tra brand e singolo utente o community, etc) al fine di massimizzare gli accessi in grado di produrre conversioni sul sito della marca (prenotazioni, iscrizioni a newsletter, acquisti, etc).

I consumatori usano il Web per raccogliere informazioni, crearsi delle opinioni e prendere delle decisioni di acquisto online ed offline.

Una valida azione di brand reputation deve saper rispondere a queste tre esigenze del consumatore. Nei prossimi articoli toccherò ancora questo prezioso argomento. Nel frattempo vi suggerisco due fonti interessanti dove approfondire le tematiche relative alla brand reputation.

Il primo è un whitepaper di RelevantNoise, azienda USA specializzata nell’analisi della brand reputation, che potete scaricare, previo registrazione, all’indirizzo http://www.relevantnoise.com/landingpages/blogstrategy.php.

 

brand reputation

Il secondo è un ottimo articolo introduttivo di Lucia di TSW, il primo di una serie di articoli dedicati al tema brand reputation.

venerdì 4 novembre 2005

Blog Marketing: I Blog In Vendita Su eBay

Inserito alle: 20:06:05  
Archiviato in: Progettazione del Marketing Online, Progettazione dell''Identità Online

Prima o poi ci saremmo arrivati: i blog sono all’asta.
Su eBay è in vendita il blog PocketPCaddict.com.

Avete ancora 4 giorni per acquistare …. per acquistare che cosa?

Bene forse è il momento di parlarne, perchè a quanto ne so questo è il primo blog in vendita su eBay.

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giovedì 3 novembre 2005

Marketing Online: Dalla Libertà Di Espressione Alla Libertà Di Impressione

Se sento un’altra volta il termine “libertà di espressione”, giuro, inizio a vomitare.
Sul Web, in Italia, puoi dire ciò che vuoi.

Quello che mi interessa invece è un altro termine, lo chiamerò “libertà di impressione”. E’ un concetto che ritengo fondamentale per chi scrive sul Web e per chi fa marketing online.

Partiamo da una premessa:

TUTTO QUELLO CHE SCRIVI E’ INTERPRETABILE

Nonostante tutti i tuoi sforzi per chiarire l’oggetto del tuo discorso, nonostante tutte le tue capacità di scrittura, puoi star certo che le tue pagine sono sempre interpretabili.

Il lettore sul Web ha un valore straordinario.
Perchè sono interpretabili le pagine?
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martedì 1 novembre 2005

Comprare Online: Lo Shopping Via RSS

Inserito alle: 20:08:20  
Archiviato in: Progettazione del Marketing Online

Desiderate fare un’acquisto online prima di tutti?
Risparmio è la vostra parola d’ordine?
eBay è il vostro secondo lavoro?

Se lo shopping online è il vostro modo naturale di comprare e se desiderate essere costantemente aggiornati sulle ultime uscite dei vostri prodotti preferiti, sappiate che esistono dei servizi in grado di tenervi costantemente aggiornati attraverso gli RSS.

Lo shopping via RSS è ormai una realtà.

Ecco a voi una serie di link sul nuovo e l’usato che non potete perdere:
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