Intercettare i consumatori e presentare la propria offerta utilizzando le piattaforme media più performanti. Questo fino ad ora è stato un risultato che abbiamo ottenuto utilizzando concessionarie pubblicitarie.
Le concessionarie pubblicitarie ci semplificano il lavoro e con una buona pianificazione sono mezzi eccezionali.
Ma ora lo scenario sta mutando giorno dopo giorno e quello che fino ad ora era stato intercettare i consumatori e presentare l’offerta, ora diviene intercettare i consumatori nella loro ricerca di informazioni e presentare la propria offerta. Cambia tutto e con il tempo dovremmo pensare di aggiungere alla concessionaria pubblicitarie, di cui non potremmo fare mai a meno, un nuovo elemento.

Partiamo da alcuni dati interessanti:
Secondo il sondaggio Nielsen "Nielsen Online Global Consumer Study April 2007", la pubblicità viene considerata credibile e degna di fiducia dal 32% degli intervistati italiani.
Questo è già un dato interessante, ma andiamo ancora più avanti ed entriamo nel mondo della pubblicità sui motori di ricerca e dei banner sui siti. Rispetto a tutte le altre forme di pubblicità, quella sui motori e sui banner è considerata credibile e degna di fiducia rispettivamente solo dal 34% degli intervistati e dal 26%.
Guardiamo insieme questi dati degli intervistati:
| In quale grado credi nelle seguenti forme di pubblicità? | |
| Raccomandazione dai consumatori | 78% |
| Giornali | 63% |
| Opinioni dei consumatori postati online |
61% |
| Siti del brand | 60% |
| Televisione | 56% |
| Magazine | 56% |
| Radio | 54% |
| Brand sponsorships | 49% |
| Email a cui mi sono iscritto | 49% |
| Pubblicità prima dei film | 38% |
| Pubblicità sui motori di ricerca | 34% |
| Banner Pubblicitari Online | 26% |
| Annunci pubblicitari sul telefonino | 18% |
Ho sottolineato in grassetto gli elementi che mi hanno fatto riflettere e che dovrebbe far pensare chiunque lavori nel campo del search marketing e che è orientato a massimizzare gli investimenti dell’inserzionista online.
Spesso quando presentiamo un messaggio pubblicitario online, siamo abituati a pensare in termini di impressions e click. Non è sbagliato, funziona, ma perchè non fare un passo in avanti orientato verso la conversione e ragionare un pò di più sul mittente di questo messaggio pubblicitario?
L’utente crede fortemente nelle raccomandazioni dei consumatori, e nel ben 61% in quelle postate online. Quello che voglio dire è che quando hai davvero del budget a disposizione ed il tempo per una pianificazione profilata perchè spendere il 100% di un investimento nelle concessionarie pubblicitarie online?
Se punti a massimizzare l’investimento, perchè non declinare una piccola parte di quell’investimento in termini di tempo di conversazione all’interno di forum, community e network sociali che sono in grado di rendere il tuo messaggio più credibile e a volte di migliorarlo?
Non sto parlando di ghost writing, ma di vera conversazione. Un search marketer potrebbe davvero diventare un ambasciatore credibile di un’azienda o aiutare un’azienda a diventare ambasciatrice di se stessa.
Come?
- Creando un database di ambienti conversazionali profilati per il tuo mercato
- Filtrandoli per una classifica di parole chiave in grado di massimizzare il tuo investimento
- Monitorando la brand reputation del tuo marchio
- Tenendo contatti costanti con chi nell’ambiente conversazionale è in grado di influenzare il tuo messaggio
- Misurando i risultati delle tue azioni con sistemi di web analytics
Forse il mercato non è ancora pronto a questo tipo di azione pubblicitaria, in cui la concessionaria è il rapporto misurabile della conversazione tra un’azienda ed i suoi consumatori, ma sono sicuro che con il tempo, almeno una piccolissima parte di un budget lo potremo far investire così.
