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Domenica 25 Settembre 2005

Prenavigazione, Tag e Teoria Dell’Attaccamento

coach @ 15:47  
Keywords: none

Ricercare un’informazione online.
Ho ascoltato e letto con interesse l’intervista fatta da Robin Good, il mio capo a MasterNewMedia a Tom Holt di LookAhed.

LookAhead è un motore di ricerca di Prenavigazione , una sorta di menu a tendina intelligente che indicizza i siti web dall’interno.
In pratica i Publisher inseriscono una lista di parole chiave intelligenti nel loro motore LookAhead.
LookAhead comincia a cercare termini simili e articoli rilevanti rispetto a quelle keyword e Keyphrase.
Poi crea una specie di ragnatela intelligente. Non appena chi viene nel sito va sul motore di ricerca e comincia a digitare una frase, LookAhead propone i suoi suggerimenti e gli articoli appropriati. Tu puoi decidere a quale keyphrase e a quale articolo o contenuto dare la priorità.

Interessante.

LookAhead autocompleta la tua ricerca, o forse è meglio dire indirizza la tua ricerca.
Un potere in più al Publisher, un mezzo per controllare il comportamento di navigazione dell’utente.
A prima vista mi è sembrato una bomba. Pensiamo ai siti Web pieni di contenuto che hanno accumulato talmente tante informazioni che è difficile capire quali siano quelle rilevanti per me. Oppure ai siti e-commerce e al potere di indirizzare l’utente verso quel tipo di prodotto.

Più ci pensavo più mi dicevo: questo è un servizio che vorrei per il mio sito Web.
Veramente Utile, ottimo davvero. Ma poi….

Ma poi mi sono mi sono fatto una domanda. Qual è il reale obiettivo di LookAhead?
La risposta:
Ordinare l’informazione di un sito e gestirne in maniera produttiva il sovraccarico.
Ma è possibile farlo?
Ci siamo dimenticati del fatto che una persona non appare dal niente in un sito Web,
Cosa ha fatto prima, dov’è stata.? Come i percorsi precedenti hanno determinato le sue domande future.?

Se c’è un paradigma totalmente sbagliato è quello di pensare il percorso di un visitatore in questo modo: interesse –> motore di ricerca –> scelta delle keyphrase –>link –> sito. Sembra evidente ma non lo è per niente.

Si basa sulla concezione sbagliata che una persona sappia sempre e con certezza ciò che sta cercando e che con assoluta certezza lo troverà usando il motore di ricerca.
Io sono dell’idea invece che il motore di ricerca sia solo ed esclusivamente una madre. Si, una madre. Anni fa rimasi affascinato da una teoria, la teoria dell’attaccamento di John Bowlby. E’ una teoria che cerca di spiegare le modalità di crescita di un bambino sano.

Solo se un bambino è stato amato e accolto dalla madre sarà in grado di staccarsi dalla madre e esplorare senza paura l’ambiente esterno. Se la madre si mostra fredda, oppure ha un comportamento ambiguo, oppure per paura non permette l’esplorazione del bambino, il bambino non sarà sicuro di sè e non sarà in grado di esplorare in maniera attiva il suo ambiente. Non sarà in grado di interagire con l’ambiente. Non sarà in grado di modificarlo..
Il bambino sano torna dalla madre solo dopo aver esplorato l’ambiente ed esplora l’ambiente se e solo se è sicuro della madre stessa.

I motori secondo me sono solo madri, madri dove tornare durante l’esplorazione. L’elemento ricercato non è mai totalmente predeterminato, ma viene modificato tramite l’interazione del navigatore con le URL che toccherà. La Keyphrase diventa due, 5, 10 keyphrases che creano ulteriori percorsi di navigazione quando si rapportano con i contenuti del sito dove sono inserite.

Quindi, ha davvero senso creare un percorso di prenavigazione, un insieme di articoli che affiorano agli occhi del navigatore mediante il meccanismo di autocompletamento.? Si, ma solo se si inquadrano nel reale contesto della navigazione.

C’è una cosa della teoria dell’attaccamento che mi ha sempre fatto pensare: il rapporto tra la capacità di accudire e di rispondere alle esigenze del bambino e la conseguente capacità del bambino di esplorare.
Se i motori di ricerca, come penso, siano percepiti effettivamente come delle madri, qual è il rapporto tra risultati di ricerca inefficienti e l’esplorazione del navigatore? Insomma, se le keyphrase che ho utilizzato hanno portato dei link poco utili, se la risposta della madre non è stata efficiente, che cosa farà il bambino navigatore?

Cambierà Keyphrase oppure inizierà un percorso nel link poco preciso. E a questo punto?
Sono domande importanti su cui riflettere.

Quello che mi viene in mente è che giunto all’interno delle URL poco precisi cerchi punti di riferimento, un’altra madre.
I Tag ad esempio possono essere delle madri efficienti.
I Tag, a differenza dei meccanismi di prenavigazione che offrono dei veri e propri suggerimenti, tendono a presentare delle indicazioni più generali.

Ma allora Suggerimenti Precisi o Indicazioni Generali?

La soluzione sta nel dare abbastanza affetto al navigatore da permetterne l’esplorazione.
E come?

Una madre parla con il suo bambino.
Parlate con il navigatore che arriva sul vostro sito. E’ arrivato tramite una keyword, presentate il suo percorso, è arrivato da un sito, mostrate da dove è arrivato. La prima cosa che mi viene in mente è un meccanismo di “Referrer in tempo reale” inserito sulla barra in alto.

Del tipo ” Sei arrivato da questo link …… . A questo punto si che puoi attivare meccanismi di prenavigazione oppure tag, perchè in quel momento sei divenuto una madre da cui partire o alla quale tornare.

” Sei arrivato da questo link, sei interessato a [prenavigazione]….questi sono gli argomenti che potrebbero interessarti [tag].

I Referrer in tempo reale potrebbero essere una soluzione efficace per creare punti di riferimento per l’esplorazione.

Non parlo di una mappa del sito, nè di una cronologia, ma di un motore di informazioni che da motore di ricerca diviene “motore di scoperta”, che interagisce sia con i contenuti del sito che con i contenuti ricercati dal navigatore precedentemente e che sulla base di questi offre dei percorsi di navigazione.

Possibile?



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